ore 10:30
WebFare & Slow Finance Dopo il convegno accademico del 24 novembre 2025, questo secondo appuntamento – all’interno della Future Week Torino 2026 – evolve il dibattito da riflessione teorica a proposta operativa, consolidando Torino come laboratorio europeo sulla governance dei dati urbani.
Al centro dell’incontro vi è l’integrazione tra la visione di Slow Finance e il paradigma del Webfare elaborato da Maurizio Ferraris e sviluppato in Scienza Nuova Institute: i dati non come mera risorsa da estrarre, ma come infrastruttura documentale condivisa, capace di generare valore sociale, economico e istituzionale.
In un contesto in cui digital twins, piattaforme di mobilità e reti sensoriali trasformano le città in ambienti data-intensivi, il nodo diventa giuridico e politico: come governare ciò che è prodotto collettivamente?
Re-coding Urban Data: AI governance delle città autonome
Le città stanno diventando infrastrutture intelligenti, generate da reti di sensori, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale. In questo contesto, i dati urbani – prodotti collettivamente da cittadini, mobilità e servizi – sono sempre più al centro di processi economici e decisionali. Tuttavia, la loro gestione resta oggi prevalentemente orientata a modelli proprietari, che concentrano valore e controllo, lasciando irrisolti temi cruciali di equità, accesso e redistribuzione.
L’evento propone una rilettura radicale di questo paradigma, partendo dall’idea che l’economia dei dati non sia solo un fenomeno tecnologico, ma prima di tutto giuridico e finanziario. Ispirandosi al framework di Slow Finance e al lavoro di ricerca su “data emphyteusis” e “regulated distributed inference”, verrà presentato un modello alternativo in cui i dati urbani non sono estratti, ma gestiti come beni comuni, attraverso diritti d’uso temporanei, obblighi di restituzione e meccanismi di valorizzazione distribuita.
In dialogo con esperti di innovazione, diritto e mobilità autonoma, l’incontro esplorerà come progettare ecosistemi urbani in cui tecnologia, capitale e governance convergano verso modelli sostenibili, inclusivi e orientati al lungo periodo. Un focus particolare sarà dedicato alle città come “laboratori viventi”, capaci di integrare intelligenza artificiale e infrastrutture digitali in modo non estrattivo, ma rigenerativo.
L’obiettivo è aprire una riflessione concreta su come l’Europa possa sviluppare una propria via alla trasformazione tecnologica: una “terza via” capace di coniugare innovazione, diritti e sviluppo umano integrale.
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