24-30 Maggio
2027, Torino

Settembre, Torino riaccende l’innovazione

Dall’intelligenza artificiale alle fabbriche, dalle startup alla ricerca universitaria: dopo la pausa estiva Torino torna a muoversi. E il calendario di settembre racconta molto bene la città che sta diventando.

Ad agosto Torino rallenta, almeno apparentemente.

Poi arriva settembre e, quasi nello stesso momento, ripartono università, imprese, programmi per startup, laboratori di innovazione, call, incontri tra ricerca e industria. E la sensazione è che la città torni rapidamente alla sua velocità naturale.

Guardando quello che accadrà nelle prossime settimane, infatti, emerge un calendario ricco di appuntamenti ed una fotografia abbastanza nitida dell’ecosistema torinese: intelligenza artificiale che entra nelle PMI, ricercatori che provano a trasformare tecnologie deep tech in imprese, fabbriche che aprono le porte, università che finanziano ricerca interdisciplinare, città che diventano luoghi di sperimentazione.

È una Torino che parla di futuro, ma lo fa a modo suo: cercando di trasformarlo in qualcosa di concreto. Ed è proprio questo uno degli elementi che Future Week Torino vuole continuare a osservare e raccontare: non una vetrina di tecnologie, ma una città nella quale imprese, ricerca, creatività e istituzioni si incontrano e producono trasformazione. È la stessa impostazione alla base del progetto Future Week Torino, nato per rendere più leggibile e connesso un ecosistema che possiede già una grande quantità di competenze, progetti e comunità.

L’intelligenza artificiale entra nelle imprese

Cominciamo da uno dei temi inevitabili del momento: l’AI.

A Torino, però, c’è un esperimento interessante perché prova a spostare il discorso dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale alla sua adozione concreta nelle aziende.

AI Match Torino 2026, promosso dalla Camera di commercio di Torino insieme all’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale per l’Industria – AI4I, è entrato nella seconda fase. Dopo un percorso di formazione e tutoraggio, sono stati selezionati i migliori progetti presentati dalle imprese: le prime 20 MPMI risultano ammissibili alle agevolazioni, mentre altre sette sono state giudicate ammissibili ma non finanziabili per esaurimento delle risorse. La fase progettuale prosegue fino a febbraio 2027.

È un passaggio da seguire con attenzione. Perché la questione non è più capire se le aziende utilizzeranno l’AI. La domanda interessante è dove riuscirà davvero a creare valore: nei processi produttivi? Nell’organizzazione? Nella gestione dei dati? Nei servizi? Nella relazione con i clienti?

Tra qualche mese sarebbe interessante tornare proprio su queste venti imprese e vedere cosa è successo davvero.

Dalla ricerca all’impresa: settembre comincia in Deep Tech

Anche il rapporto tra ricerca e nuova imprenditorialità sarà uno dei temi del rientro.

Fino al 5 settembre sono aperte, ad esempio, le candidature a VECTAR – Ventures in Emerging & Critical Technologies for Aerospace & Robotics, programma rivolto a ricercatori, dottorandi, postdoc e aspiranti imprenditori che lavorano su tecnologie emergenti nell’aerospazio e nella robotica. Il percorso combina venture building, mentoring e confronto con investitori e partner industriali, con un bootcamp finale a Torino.

Un giorno prima, il 4 settembre, termina invece la Call4Innovation Deep Tech & New Materials, dedicata a startup, spin-off e gruppi di ricerca che lavorano su nuovi materiali, elettroacustica e trasmissione wireless dell’energia. Le tecnologie ricercate devono essere già a uno stadio di maturità relativamente avanzato, con la prospettiva di arrivare a proof of concept, partnership industriali o ulteriori percorsi di sviluppo.

Sono due iniziative diverse, ma raccontano la stessa trasformazione: il confine fra laboratorio e impresa si sta facendo sempre più sottile. E in una città con la tradizione scientifica e industriale di Torino questo passaggio assume un significato particolare.

L’università continua ad essere una fabbrica di futuro

Anche l’Università di Torino entra nel settembre dell’innovazione con diverse opportunità.

Fino al 30 settembre è aperta la seconda edizione del Contest Piattaforme Scientifiche @UniTo, rivolto a giovani ricercatori under 36 e pensato per sostenere progetti interdisciplinari nelle cinque piattaforme scientifiche dell’Ateneo: AEROSPACE@UniTo, AI@UniTo, ET@UniTo, SUSPLAS@UniTo e SUSTAINABLE_WATER@UniTo.

Aerospazio, intelligenza artificiale, transizione energetica, plastiche sostenibili, risorse idriche: basta leggere i temi per capire quanto il perimetro della ricerca universitaria coincida ormai con alcune delle grandi questioni industriali e sociali dei prossimi anni.

E anche il Politecnico riparte mettendo in relazione formazione e mondo produttivo: dall’11 settembre prende il via Career Boost 4 PhD, mentre il calendario autunnale proseguirà con Tech Talk, recruiting day e incontri diretti con grandi aziende.

E poi ci sono le fabbriche

In un’epoca in cui la parola innovazione rischia facilmente di diventare astratta, il Piemonte propone anche qualcosa di molto concreto: entrare fisicamente nei luoghi dove si produce.

Fino al 15 settembre le aziende manifatturiere piemontesi possono aderire a Fabbriche Aperte Piemonte 2026. La manifestazione vera e propria si svolgerà poi dal 15 al 17 ottobre e la Regione prevede di coinvolgere indicativamente 150 stabilimenti.

Il pubblico potrà visitarli gratuitamente per vedere processi produttivi, organizzazione e tecnologie. Nelle precedenti edizioni l’iniziativa ha già generato complessivamente oltre 45.000 visite.

Perché parlare di manifattura avanzata significa parlare di robotica, materiali, dati, energia, automazione e intelligenza artificiale, ma significa anche chiedersi come cambia il lavoro quando cambia la fabbrica.

Questa potrebbe diventare una storia da seguire anche oltre settembre: entrare in alcune di quelle aziende e raccontare l’innovazione attraverso le macchine, i processi e soprattutto le persone che la rendono possibile.

Il capitolo più delicato: STEP e SWIch

Settembre potrebbe essere importante anche sul fronte degli incentivi regionali alla ricerca e all’innovazione, ma qui bisogna utilizzare qualche cautela.

I due grandi strumenti regionali STEP e SWIch 2026 hanno una dotazione iniziale di 40 milioni di euro ciascuno.

STEP è rivolto alle tecnologie considerate strategiche a livello europeo — digitale e deep tech, clean tech e biotecnologie — e la documentazione regionale prevede una nuova finestra dall’8 settembre al 29 ottobre, ma soltanto per le categorie per le quali risulteranno ancora disponibili risorse. Alcuni sportelli erano infatti già stati chiusi anticipatamente a luglio dopo aver raggiunto le soglie previste.

Per SWIch la prudenza deve essere ancora maggiore. Anche in questo caso il testo originario prevede la possibilità di riattivare gli sportelli dall’8 settembre, in funzione delle risorse residue, ma la pagina ufficiale regionale al momento indica il bando come “Scaduto”, dopo la chiusura anticipata delle diverse categorie nel mese di luglio. Sarà quindi necessario attendere un eventuale aggiornamento ufficiale prima di considerare effettivamente disponibile una seconda finestra.

Torino come laboratorio, non soltanto come sede

Un altro pezzo del puzzle riguarda la città stessa.

Torino City Lab continua a proporsi come ambiente nel quale startup, scaleup, PMI, ricerca e amministrazione pubblica possono testare soluzioni tecnologiche in condizioni urbane reali. Tra gli ambiti ci sono mobilità, neutralità climatica, resilienza urbana, cultura, turismo e digitalizzazione dei servizi pubblici.

È una differenza importante, perchè una città innovativa non è necessariamente quella che ospita più convegni sull’innovazione. Può esserlo quella che mette a disposizione strade, quartieri, infrastrutture, dati e servizi per capire se una soluzione funziona davvero. Torino negli ultimi anni ha lavorato molto proprio su questo modello e continua a farlo attraverso Torino City Lab e le sue sperimentazioni.

Il 17 settembre startup ed energia si incontrano

Anche il calendario dell’ecosistema I3P torna rapidamente a riempirsi.

Il 17 settembre è previsto l’Industry Days – Energy Day 2026, dedicato all’incontro tra startup innovative e aziende del settore energetico. L’appuntamento compare nel calendario ufficiale dell’incubatore del Politecnico, che nel suo ultimo anno dichiara 23 nuove startup incubate, 58 startup in portafoglio e 41,9 milioni di euro raccolti dalle imprese supportate.

Qui il tema interessante è la crescente ricerca di innovazione aperta, nella quale le grandi aziende provano a trovare fuori dai propri confini tecnologie e competenze che sarebbe troppo lento sviluppare internamente.

E alla fine del mese si parla del futuro delle città

Dal 25 al 27 settembre, alle OGR Torino, torna Future4Cities.

La manifestazione, ideata da Will Media e FROM e co-prodotta dalle OGR, mette insieme amministrazioni, imprese, startup, associazioni, ricerca e cittadini attorno a cinque grandi questioni urbane: casa, mobilità, comunità, lavoro, clima ed energia.

Nelle prime tre edizioni ha coinvolto oltre 6.000 partecipanti e mappato 870 progetti provenienti da tutta Italia.

È un appuntamento particolarmente interessante perché allarga la domanda, da quale sarà la prossima tecnologia? a che tipo di città vogliamo costruire con le tecnologie, le competenze e le risorse che abbiamo?

Insomma, Torino riparte. Ma forse non si era mai fermata

Mettendo insieme tutti questi segnali, settembre appare meno come il semplice ritorno dalle vacanze e più come l’inizio di una nuova stagione dell’ecosistema.

AI che entra nelle PMI. Ricercatori che provano a diventare imprenditori. Università che investono su aerospazio e transizione. Fabbriche che aprono al pubblico. Startup che incontrano grandi imprese. Una città che continua a proporsi come terreno di sperimentazione.

Non sono mondi separati, ma parti della stessa Torino, ed è qui che diventa ancora più interessante raccontarla.

Future Week Torino nasce dall’idea che la città possieda già storie, competenze, luoghi e comunità che lavorano sul futuro e che il compito non sia inventarne di nuove, ma metterle in relazione e renderle leggibili.

Settembre, da questo punto di vista, è un buon momento per ricominciare a guardarsi intorno.

Perché mentre la città torna al lavoro, il futuro è già al lavoro con lei.

La mia agenda