Intervista a Cristina Fresia, Amministratore Delegato di Fresia Alluminio Spa
Che cosa significa innovare, oggi, per un’impresa industriale radicata nel territorio e chiamata a misurarsi con nuove sfide produttive, ambientali e culturali? In occasione di Future Week Torino, di cui Fresia Alluminio sarà sponsor, abbiamo incontrato Cristina Fresia, Amministratrice Delegata dell’azienda, per parlare di trasformazione, visione industriale e responsabilità. Un dialogo che parte dalla materia, ma arriva molto più lontano: al modo in cui le imprese possono interpretare il cambiamento e contribuire al futuro dei territori in cui operano.
Avete oltre 50 anni di storia e radici forti tra Piemonte, Val d’Aosta e Liguria. Come si fa a far dialogare una tradizione industriale così solida con la necessità di trasformarsi organizzativamente per rispondere alle sfide di oggi?

Credo che la tradizione non debba essere vista come un vincolo, ma come una base solida da cui partire. Avere più di cinquant’anni di storia significa aver attraversato cambiamenti profondi: tecnologici, economici, sociali. La capacità di adattarsi fa già parte del nostro DNA.
Per noi trasformarsi organizzativamente non significa rinnegare ciò che siamo stati, ma rendere più attuale il nostro modo di lavorare. Vuol dire valorizzare le competenze storiche, il saper fare industriale, il rapporto con il territorio e con i clienti, introducendo però nuove modalità di gestione, più integrate, più aperte e più orientate alla sostenibilità.
La sfida è far dialogare esperienza e innovazione: mantenere la concretezza tipica dell’impresa industriale, ma con una visione capace di anticipare i bisogni del mercato e della società.
Per voi la sostenibilità è una leva competitiva: l’alluminio è riciclabile all’infinito e avete lavorato per diventare protagonisti del ciclo di recupero. Quali innovazioni state introducendo per rendere i vostri sistemi ancora più efficienti e responsabili?
L’alluminio è un materiale straordinario proprio perché può essere riciclato potenzialmente all’infinito senza perdere le proprie caratteristiche. Questo ci impone una responsabilità: non limitarci a trasformarlo, ma gestirlo all’interno di un ciclo sempre più efficiente.
Le innovazioni su cui stiamo lavorando riguardano sia il prodotto sia il processo. Da un lato sviluppiamo sistemi performanti, durevoli, capaci di contribuire al risparmio energetico degli edifici. Dall’altro investiamo nella gestione del recupero, nella tracciabilità dei materiali, nell’ottimizzazione degli scarti e nella riduzione degli impatti lungo la filiera.
Per noi sostenibilità significa misurare, migliorare e rendere più consapevoli le scelte industriali. Non è solo una questione ambientale: è un modo diverso di pensare la competitività.
Fresia è anche Società Benefit. Come si riflette questa scelta nella vostra cultura aziendale e nelle decisioni quotidiane?
Essere Società Benefit significa assumersi formalmente un impegno: generare valore economico, ma anche valore sociale, ambientale e culturale. Non è un’etichetta, è una responsabilità che deve entrare nelle decisioni di ogni giorno.
Nella cultura aziendale questo si traduce in una maggiore attenzione alle persone, alla qualità delle relazioni, al territorio, alla trasparenza e all’impatto delle nostre scelte. Ogni decisione viene letta non solo in termini di risultato immediato, ma anche rispetto alle conseguenze che produce nel tempo.
Per un’impresa industriale questo è particolarmente importante: significa chiedersi come produciamo, con chi collaboriamo, che tipo di filiera alimentiamo e quale contributo vogliamo lasciare alle generazioni future.
Fresia Green nasce per tenere insieme due anime complementari: quella industriale e quella di mercato, costruendo una sinergia lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione. In che modo questa scelta sta supportando il vostro percorso di trasformazione organizzativa?
Fresia Green rappresenta per noi un passaggio importante perché ci permette di leggere la filiera in modo più integrato. L’industria oggi non può più ragionare per compartimenti separati: produzione, distribuzione, mercato, recupero e servizio devono parlarsi in modo continuo.
Mettere insieme l’anima industriale e quella commerciale significa accorciare le distanze tra chi produce, chi propone le soluzioni al mercato e chi le utilizza. Questo ci consente di essere più reattivi, di ascoltare meglio i bisogni dei clienti e di progettare sistemi coerenti con le esigenze reali.
Dal punto di vista organizzativo, questa scelta ci sta aiutando a superare logiche verticali e a costruire un modello più collaborativo, dove le competenze si contaminano e la sostenibilità diventa un obiettivo condiviso lungo tutta la catena del valore.
Accanto all’industria ci sono anche l’arte e la cultura, che definite “ricchezze da salvaguardare e tramandare”. Qual è il vostro impegno sul territorio e per il territorio, da questo punto di vista?
Per noi il territorio non è solo il luogo in cui operiamo: è parte della nostra identità. L’impresa ha un ruolo economico, certo, ma può avere anche un ruolo culturale e sociale.
Crediamo che arte e cultura siano forme di patrimonio collettivo, da proteggere e trasmettere. Per questo cerchiamo di sostenere iniziative che valorizzino la bellezza, la memoria, la creatività e il dialogo tra generazioni. È un modo per restituire al territorio parte del valore che il territorio stesso ci ha dato.
Industria e cultura sembrano mondi lontani, ma in realtà condividono molto: la materia, il progetto, la trasformazione, la cura del dettaglio. Anche il nostro lavoro parte da una materia e la trasforma in qualcosa che deve durare, funzionare e inserirsi armoniosamente nello spazio.
Il tema di Future Week Torino è “Materia Prima”. Per voi qual è, oggi, la materia prima decisiva per guidare l’innovazione nel vostro settore? E come la coltivate?
La materia prima decisiva, oggi, non è solo l’alluminio. L’alluminio resta centrale, naturalmente, perché è il materiale attorno a cui si costruisce la nostra competenza industriale. Ma la vera materia prima dell’innovazione sono le persone: le loro competenze, la loro capacità di collaborare, di immaginare soluzioni nuove e di assumersi responsabilità.
La tecnologia è fondamentale, i materiali sono fondamentali, ma senza cultura aziendale, visione e capitale umano non c’è vera trasformazione. Coltiviamo questa materia prima investendo nella formazione, nel dialogo interno, nell’ascolto del mercato e nella costruzione di una filiera più consapevole.
Innovare, per noi, significa mettere insieme materia, metodo e responsabilità. E soprattutto significa avere il coraggio di cambiare senza perdere il legame con ciò che ci ha resi riconoscibili nel tempo.
Fresia Alluminio è tra gli sponsor di Future Week Torino e sarà presente all’evento del 25 maggio per l’Opening ufficiale durante il panel “I 4 pillar della città: Intersezioni Industriali, Frequenze Creative, Nuovi Mondi e Piattaforme della Conoscenza”.



