Nel dibattito sull’innovazione italiana si parla spesso di singole città considerate “capitali tecnologiche”. In realtà, osservando dati e dinamiche più da vicino, il quadro appare più articolato.
Una ricerca realizzata dal Centro di Ricerca Divulgativo della Rome Business School mette a confronto Torino, Roma e Milano, analizzando numeri, infrastrutture e relazioni che definiscono i principali ecosistemi dell’innovazione del Paese. Il report, curato da Michele Franzese e Valerio Mancini, combina dati istituzionali e internazionali su startup, venture capital e fondi europei con una survey condotta su cento operatori dell’ecosistema tra founder, investitori, ricercatori e policy maker.
Il risultato è una fotografia che mostra tre modelli di sviluppo differenti, costruiti attorno a risorse e vocazioni complementari.
Torino, un ecosistema ingegneristico in crescita
Negli ultimi anni Torino ha progressivamente ridefinito la propria identità economica. Da città storicamente legata all’industria automobilistica, sta diventando uno dei poli italiani più dinamici per le tecnologie avanzate, con un posizionamento crescente nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’aerospazio e dell’hard tech.
Secondo i dati citati nella ricerca, l’ecosistema torinese ha raggiunto un Ecosystem Value stimato intorno ai 3 miliardi di dollari, con una crescita media del 19% annuo, una dinamica in controtendenza rispetto al rallentamento registrato da molti ecosistemi globali nello stesso periodo.
A sostenere questa evoluzione contribuisce una rete particolarmente integrata di università, incubatori e infrastrutture di innovazione. Il Politecnico di Torino rappresenta uno dei principali poli europei nelle discipline ingegneristiche e STEM, mentre incubatori e centri di trasferimento tecnologico hanno accompagnato la nascita di numerose startup deep tech.
Negli ultimi anni la città ha rafforzato anche il proprio posizionamento internazionale sull’intelligenza artificiale e sulle tecnologie spaziali, con nuovi centri di ricerca e infrastrutture industriali dedicate.
Il limite principale riguarda la scala. La disponibilità di capitali nelle fasi di crescita e l’accesso a talenti tecnici senior restano fattori determinanti per accompagnare le startup oltre la fase iniziale.
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Roma, il grande motore scientifico
Se Torino rappresenta un laboratorio tecnologico fortemente ingegneristico, Roma emerge nello studio come il territorio con la maggiore concentrazione di ricerca pubblica in Italia.
La capitale guida il Paese per attrazione di fondi europei competitivi destinati alla ricerca, con 776 milioni di euro provenienti dal programma Horizon 2020, e ospita una delle comunità scientifiche più ampie del continente.
Nel territorio romano operano istituzioni come l’Agenzia Spaziale Italiana, il CNR, l’ENEA e l’Istituto Superiore di Sanità, accanto a un sistema universitario tra i più grandi d’Europa. Anche sul piano industriale il contesto presenta specializzazioni rilevanti, come la filiera aerospaziale della Tiburtina Valley, dove centinaia di aziende impiegano migliaia di professionisti altamente qualificati.
Nonostante queste risorse, la ricerca evidenzia una difficoltà nel trasformare il capitale scientifico in crescita imprenditoriale. Negli ultimi cinque anni l’ecosistema romano ha raccolto 295 milioni di euro di venture capital, con ticket medi inferiori al milione di euro per operazione.
Il nodo principale riguarda la qualità delle connessioni tra università, imprese e capitale. In assenza di meccanismi stabili di collaborazione, molte innovazioni restano circoscritte ai laboratori oppure cercano opportunità di crescita in altri ecosistemi.
Milano, la piattaforma del capitale e del mercato
Il terzo modello osservato nello studio è quello milanese, che rappresenta il principale hub imprenditoriale dell’innovazione italiana.
Tra il 2020 e il 2024 l’ecosistema della città ha attirato oltre 4,1 miliardi di euro di venture capital in più di 1.100 operazioni, concentrando circa 2.417 startup innovative e una quota significativa delle startup B2B del Paese.
A fare la differenza è soprattutto la densità delle relazioni tra gli attori dell’ecosistema. Università, imprese, investitori e acceleratori operano all’interno di un sistema relativamente integrato, in cui capitale, competenze e mercato risultano più accessibili per i nuovi progetti imprenditoriali.
Questo rende Milano un ecosistema definito nella ricerca come market-driven, capace di attrarre startup e talenti grazie alla presenza di investitori e grandi aziende.
La forte competitività interna del mercato del lavoro, tuttavia, rende più difficile per le startup nelle prime fasi competere con le grandi corporate nell’attrazione dei talenti.
Un sistema policentrico per l’innovazione italiana
Il confronto tra Torino, Roma e Milano mostra come l’innovazione italiana non si concentri in un unico luogo, ma si sviluppi attraverso ecosistemi con caratteristiche diverse.
Milano si distingue per la capacità di mobilitare capitale e mercato. Roma concentra una straordinaria densità di ricerca scientifica. Torino rappresenta un laboratorio ingegneristico in cui tecnologie avanzate e industria dialogano con continuità.
Secondo la ricerca, la competitività del Paese nei prossimi anni dipenderà dalla capacità di collegare queste competenze in un sistema nazionale più integrato.
Tra le priorità indicate dagli operatori dell’ecosistema emergono in particolare tre fattori: il rafforzamento della governance degli ecosistemi, strumenti più efficaci di trasferimento tecnologico e politiche dedicate allo sviluppo dei talenti.
In prospettiva europea, un modello policentrico dell’innovazione potrebbe rappresentare uno dei principali punti di forza dell’Italia: città con vocazioni diverse che contribuiscono insieme alla crescita tecnologica del Paese.
Scarica il report sugli ecosistemi dell’innovazione
Il report “Chi fa innovazione e dove? Roma, Milano, Torino: player, infrastrutture e numeri comparati” offre un’analisi dettagliata dei principali ecosistemi dell’innovazione italiani, con dati, indicatori e insight raccolti da operatori del settore.
Scarica il report completo per approfondire numeri, trend e scenari dell’innovazione in Italia.



